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Proprio qui, tra le montagne olimpiche, un insieme di pietre oggi riprende vita trasformato in una dimora voluta da una famiglia torinese che ricercava una casa per invitare, ma lasciando indipendenti gli ospiti.
Nasce così “Fiocco di neve”, piccola dimora tra i sentieri del borgo, che appare come se il tempo non l’avesse mai toccata.
La ristrutturazione è stata eseguita secondo gli aspetti più innovativi della tecnologia e nel pieno rispetto per l'ambiente, conservando inalterato lo charme che solo questo tipo si abitazioni può trasmettere.
Sono state create tre zone completamente indipendenti, spazi piccoli ma funzionali, ogni dettaglio coniuga sapientemente l'estro della padrona di casa, interior decorator per hobby, alla funzionalità.
Tutti gli arredi, di ricercata semplicità, sono stati scovati girovagando per le valli o recuperati da altre case di famiglia e qui inseriti, cercando di far convivere in ogni ambiente l'animo ruvido e rustico della montagna con quello raffinato dei padroni di casa. Un piacevole contrasto che emerge ovunque, interprete del pensiero della proprietà.
Anche per i tendaggi ed i rivestimenti si è giocato sui contrasti impiegando raffinati tessuti che passano dalle ruvidissime lane cotte agli spigatoni da cappotto fino ad arrivare ai preziosi e ricercati velluti di seta e lino o ad inaspettati eleganti taffetas in seta.
Per i pavimenti sono state utilizzate lose di pietra mentre i muri sono decorati giocando fra il divario forte tra le parti alte finite ad intonaco grezzo e le sofisticate zoccolature trompe-l'oeil da vecchio palazzo patrizio.
Per alcune pareti si è scelto un rivestimento realizzato con vecchie assi di larice recuperate e progettate per inserire una boiserie dei primi ‘800 smontata da una baita nel biellese trasportata a valle con teleferica, restaurata e qui nuovamente piazzata.
Anche nei bagni le pareti sono intonacate e finite a calce, per i piani dei lavabi sono state utilizzate lastre di pietra di vecchi balconi e antiche toelette di legno e marmo.
Seguendo il filo conduttore del gioco dei contrasti, per la cucina del 1° piano si è impiegato un vecchio bancone da lavoro come base per l’inserimento del piano cottura e del forno in acciaio, mentre alle pareti hanno trovato collocazione piastrelle siciliane di fine ‘700.
Il tavolo da pranzo del primo piano è un elemento da refettorio al quale sono state accostate eleganti sedie di fattura inglese, “biaccate” personalmente dalla padrona di casa (contro l’iniziale parere generale del resto della famiglia, che ha poi dovuto ricredersi…).
Tutte le porte interne, volutamente diverse tra loro, sono state murate “alla moda vecchia” e lo stesso vale anche per i portoncini d’ingresso, recuperati e sapientemente restaurati, quindi anche loro posati prima dell'intonaco, permettendo così di farli aderire il più possibile allo squarcio del muro.
Scendendo la vecchia scala in pietra si raggiunge un portale a 2 battenti che introduce nella ex stalla, ora trasformata in taverna: i bassi soffitti a volta dilatano illusoriamente lo spazio che essendo molto importante viene fruito dall'intera famiglia per ricevere i numerosi amici. Qui il grande camino in pietra, di gusto minimale, quasi sempre acceso, occupa buona parte dell’ambiente; l'angolo conversazione, ricavato dalla vecchia mangiatoia, è arredato con semplici materassi e cuscinoni in gran parte realizzati con sofisticati tessuti e morbidi velluti.
Il grande tavolone, disegnato dalla padrona di casa, con la base di ferro ed il piano in legno recuperato da assi da ponte dismesse dai muratori, è stato abbinato ad un armadio laccato di gusto decisamente raffinato.
Oltrepassando una minuscola porta di noce ci si ritrova in un piccolo spazio benessere, completo di sauna, per rilassarsi al ritorno da una giornata di sport sulle fantastiche piste olimpiche.
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